mercoledì 20 agosto 2008

Una vergogna tutta vibonese

Nessun intervento nonostante le varie segnalazioni dei giorni scorsi. E l’immondizia aumenta.

Continua a crescere la discarica a cielo aperto al rione Affaccio.

Sta diventando una vergogna tutta vibonese: ripugnante e disgustosa. Da fare arrossire anche i cittadini più indifferenti, quelli che voltano lo sguardo dall'altro lato e fanno finta di non vedere. Un indecoroso spettacolo scandito, peraltro, dal passare inesorabile dei giorni che non fa altro che accumulare rifiuti su rifiuti. Immondizia su altra immondizia, fetore ad altro fetore. Insomma, un autentico scempio ambientale a cielo aperto e per di più sotto il sole rovente di agosto. «Un monumento all'incuria, alla noncuranza», commenta un cittadino del posto. E ancora: all'apatia di amministratori evidentemente in questi giorni di fine estate distratti in altre faccende. Per carità, magari anche altrettanto utili alla crescita della collettività, ma intanto al popoloso rione Affaccio il problema rimane in tutta la sua gravità e indecenza. E quello che fino a qualche tempo fa era semplicemente un piccolo disagio da risolvere magari con un intervento di pulizia ordinaria, adesso si è trasformato in una vera e propria discarica, seminascosta appena da grandi alberi di ulivo, quasi a fare da beffardo contrasto. Dove i rifiuti della differenziata si vanno a mescolare tranquillamente con quelli solidi urbani. Quelli di una città che getta tutto ovunque. Una miscela esplosiva, dunque, fatta di rottami di ogni genere, poltrone, elettrodomestici, porte di legno, cassette di legno e di plastica piene di bottiglie di vetro, materassi sfondati e cassettiere fatte a pezzi. E poi enormi bustoni di plastica neri pieni di chissà che cosa, vasi rotti e tanti altri rifiuti. E nessuno interviene. O dice semplicemente qualcosa. Quanto meno per tentare di spiegare, di raccontare ai cittadini le ragioni e i motivi di tutto ciò. Eppure di questa emergenza, perché piaccia o non piaccia ma emergenza è, il Quotidiano si è ampiamente occupato nei giorni scorsi. Abbiamo dedicato due interi servizi con tanto didocumentazione fotografica. Insomma ne abbiamo parlato e riparlato affinché qualcuno al Comune si prendesse la briga di fare qualcosa. Ma niente. Tutto fermo. Ritornare, peraltro, a puntare il dito contro le situazioni di sempre non piace davvero a nessuno. Credeteci. Ma per un giornale che da sempre dà voce e più voci diventa obbligatorio farlo, soprattutto per ricordare a chi di dovere che la città andrebbe pulita tutta e ogni giorno. In ogni angolo, anche il più sperduto, il più piccolo. Quello che meno si vede agli occhi della gente. Ne prenda atto una buona volta l'assessore comunale all'Ambiente Silvestro Scalamandrè, il quale, per sua stessa ammissione, ha riferito spesso al cronista di avere già fatto il massimo per riuscire in questa ardua e spinosa missione. Ma a Vibo Valentia, probabilmente, il massimo non è mai abbastanza per risolvere problemi atavici, per uscire una buona volta dall'emergenza. Serve fare di più e, in questo caso, anche subito. Domani, assessore Scalamandrè, sarà già tardi. Quanto sta accadendo al quartiere Affaccio, lo ripetiamo, appare sempre più come la sbiadita cartina di tornasole di un servizio di raccolta dei rifiuti che evidentemente non funziona a pieno regime. Qualcosa negli ingranaggi non va per come dovrebbe. Anche domenica scorsa, infatti, come scritto l'altro ieri, i cestini dei rifiuti su corso Vittorio Emanuele non sono stati svuotati: indecoroso e inaccettabile, dunque, anche in questo caso, lo spettacolo che si offriva a tutti i passanti. Corso Vittorio era cosparso di immondizia. Insomma, quella Eurocoop che il Comune ha “sistemato” tempo fa al posto della società Proserpina per fare voltare pagina alla gestione dei rifiuti a Vibo Valentia sembra non essere ancora riuscita nell’intento. Proprio per nulla.

di Francesco Mobilio
da "Il Quotidiano della Calabria" del 20/08/2008

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