giovedì 23 ottobre 2008

Attorno al Pd poco entusiasmo

Alla Biblioteca comunale l’incontro organizzato da Logos

Il percorso che conduce verso il Partito democratico è irto di ostacoli. Difficili da superare. Sembra un percorso sul viale del tramonto, invece che all'alba di una nuova era, di una nuova e importante fase politica per l’intero Paese. Forse, anche per questo il Partito democratico non riesce più a suscitare neppure un'illusione. Manca l'entusiasmo. E' questa la sensazione che si respirava anche ieri, durante l'incontro-dibattito organizzato dall'associazione Logos. Ci si aspettava maggiore partecipazione, ma la gente comune, ieri pomeriggio nei locali della biblioteca comunale, era davvero poca. Presenti, invece, tutti i big locali del Partito democratico. C'erano il presidente della Provincia Francesco De Nisi e il presidente del consiglio provinciale Giuseppe Barilaro, quest'ultimi due al tavolo dei relatori con Lello Greco e Antonio Cirillo. Presenti anche i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Bruno Censore. E poi ancora gli assessori provinciali Polo Barbieri e Michelangelo Mirabello, i professori Vito Teti e Damiano Silipo e tanti altri amministratori locali e personaggi politici di spicco. Si è intravisto anche l'ex presidente della Provincia Gaetano Bruni, che ha subito lasciato i locali della Biblioteca comunale. Impegnato in Parlamento, invece, ha dovuto dare forfait Marco Minniti, segretario regionale del partito. Nel corso dell'incontro si è parlato di Pd, si è fatta un'attenta e lucida analisi su un partito che vice un grave stato comatoso. Il dibattito. L'obiettivo dichiarato «è quello di incentivare un grande progetto per aprire la politica e le istituzioni ai giovani e alle donne, per un rapporto diverso, nuovo, più diretto, organico, tra la politica e la società. Capace di contrastare il declino e dare fiducia nel futuro del Paese, per risvegliare e fare emergere meriti e talenti, per mettere in moto un grande processo di rinnovamento della società e la selezione di una nuova classe dirigente». Con questo intento è nata sul territorio provinciale l'associazione Logos, che, come detto, per ieri pomeriggio, ha organizzato un incontro per discutere di Partito democratico, nel corso del quale, tra le altre cose, è emersa la necessità che il Pd assuma «una struttura federativa, improntata a criteri di autonomia territoriale, un partito portatore di una nuova cultura di governo non schiacciata sulla mera dimensione amministrativa e gestionale». Allo stesso tempo, è stato detto, «occorre evitare di ripercorrere le vecchie strade delle correnti e dei potentati locali». «Dopo le primarie - ha esordito Lello Greco - si sono create delle forti aspettative e credo che la sfida principale che il Partito democratico si pone riguardi il fatto di come si possa ridare alla gente fiducia nella politica. Alle scorse amministrative - ha rammentato Greco - il Pd si è presentato con un certo numero di liste che dopo sono diventate altrettanti gruppi consiliari. Un fatto emblematico - ha detto - che conferma la lacerazione che caratterizza il partito». Insomma, ha richiamato alla mente l'entusiasmo e le aspettative che la gente aveva riposto sul Pd, Eppure, chi adesso rammenta lo scopo che si era prefissato il Partito democratico rischia di affogare nella malinconia. Ricordando, quindi, come l'associazione "Logos" nasca con l'intento di non sovrapporsi o entrare in competizione con nessuna delle associazioni tematiche e delle varie sensibilità che animano in questo momento il processo costitutivo del Pd, Antonio Cirillo ha fatto un'analisi dura sull'attuale situazione politica che vive il partito. «Le istituzioni - ha detto con veemenza nel suo apprezzato intervento riferendosi al governo locale e regionale - non hanno determinato quella svolta di cambiamento. Sui servizi, scuola sanità e trasporti siamo indietro». Di «fase delicata» ha parlato anche Francesco De Nisi, mentre Giuseppe Barilaro, presidente del consiglio provinciale, ha stigmatizzato «l'eccessivo personalismo ». Conclusioni. Insomma, anche ieri, è emerso un quadro desolante. Eppure, tra poco più di un mese, ci saranno le nuove primarie (30 novembre). Ancora una volta ci saranno correnti e frazioni a condurre il confronto, sempre più aspro. Insomma, assisteremo nuovamente ad un cartello di correnti, fazioni, leader. Nessuno dei quali disponibile a perdere l'identità. La visibilità. E' questo oggi il Partito democratico che appare diverso e distante dalle attese originarie. Dal quel sogno condiviso da molti elettori.

di Antonio Schinella
da "Il Quotidiano della Calabria" del 23/10/2008

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