sabato 3 gennaio 2009

Tra poteri forti e sacra omertà

EPPUR si muove disse Galileo, per confermare che era la terra a girare intorno al sole. Ma cosa avrebbe detto di questa città, immobile, paralitica ed apatica, soffocata da poteri forti di cui tuttavia nessuno ne svela le identità, e che pertanto rimangono liberi di agire protetti proprio da chi invece, con ermetico sussurro, sembra voler li denunciare? Forse si sarebbe astenuto dal considerarla. Non avrebbe meritato cotanto interesse. Chi sono dunque questi poteri forti, ohi si nasconde sotto questa espressione informe che vuol dire tutto e niente, apparendo solo fumo negli occhi? Visto che chi dovrebbe parlare, invece tace, rispettando il sacro I principio dell'omertà, cercherò di dare delle spiegazioni logiche "su ciò che probabilmente sta accadendo, precisando che si tratta solo di semplici ipotesi. Parto da una notizia tratta da un giornale locale e che riguarda la tangenziale Est. Sarebbe stato infatti contestato il progetto portato in Consiglio dall'assessore Iannello perché il tracciato della strada passerebbe troppo vicino ad una o ad alcune delle lottizzazioni già approvate. Guardate l'assurdo. Il Comune approva le lottizzazioni nonostante sia in itinere il nuovo piano strutturale, e coloro che sono stati favoriti intralciano lo sviluppo della città, attraverso i consiglieri comunali che sono la loro lunga manus. Ci sarebbe da ridere, se non si dovesse invece piangere, nel constatare come questa città sia perennemente serva dei potenti. Ma c'è di più. Credo che proprio gli interessi forti che stanno dietro ai piani di lottizzazione abbiano tutto l'interesse a rallentare il cammino del nuovo piano regolatore. L'incremento delle aree edificabili e la possibilità di altri interventi privati farebbe infatti venir meno l'intento speculativo che sta naturalmente dietro ogni lottizzazione. Con una popolazione sostanzialmente ferma ed anzi con il riprendere del fenomeno della emigrazione, in uno con una crisi economica che ha ormai ridotto le disponibilità finanziarie di ognuno, una maggiore offerta di immobili determinerebbe il collasso dell'intero mercato immobiliare con una forte riduzione dei prezzi e perdita di remuneratività dell'investimento speculativo sul mattone. Fermare il Piano strutturale comunale appare perciò una necessità per garantire un guadagno adeguato ai lottizzatori, ed un Comune servo come quello vibonese, credo che non mancherà di assecondare questi interessi. Qualche battuta sul Piano strutturale. Concepito per un Comune come Vibo Valentia non ha alcun senso. Mentre lo avrebbe in un contesto finalizzato alla costruzione di una vera città. Tra Pizzo e Ionadi, ricomprendendo Sant' Onofrio, Stefanaconi e San Gregorio, da formalizzare almeno con una "Unione di Comuni". Solo così si potrebbe programmare uno sviluppo organico del territorio in grado di togliere le industrie dal mare, dare spazio ad una edificazione ordinata ed ariosa del territorio, consentendo la presenza di strade, piazze, zone verdi il cui posto oggi è preso da un accozzaglia informe di edifici, proteggere il paesaggio (vedi la collina di Pizzo) oramai orrendamente cementificato. Dare una città ai tanti giovani che la vanno a cercare altrove. E' una idea che coltivo da tempo, cui pochi hanno dato riscontro. Menziono solo il consigliere regionale Giamborino, che stimo molto più di tanti boriosi notabili, che sono i veri nemici di questa città.

di Giuseppe Pasquino
da "Il Quotidiano della Calabria" del 03/01/2009

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