Primarie del Pd.«Nell’albo degli elettori figurerebbero persone con precedenti giudiziari»OTTO fogli, esclusi tutti gli allegati. A tanto ammonta la relazione sulle tante discusse operazioni di tesseramento del Partito democratico nel Vibonese, messa nero su bianco dall'ufficio provinciale per le adesioni e già inviata alla Commissione regionale di garanzia del partito per una opportuna valutazione dei fatti. La suddetta relazione riferisce, in particolare, «aspetti delle procedure di tesseramento» al fine di evidenziare «in modo specifico alcune vicende o situazioni caratterizzate da tratti di anomalia, riferendo anche, ove sussistano, le conseguenti decisioni assunte dall'ufficio provinciale per le adesioni». Ma alla relazione, firmata dal presidente della Commissione provinciale di garanzia Tiziana Corallini, sono stati allegati anche diversi ricorsi e controricorsi che dovranno essere esaminati con attenzione caso per caso. Un documento, dunque, questo stilato dall'ufficio provinciale per le adesioni, preceduto da infinite e aspre polemiche. Da duri botta e risposta che hanno alterato la fase precongressuale del Pd. Tanto che i vertici regionali del partito, precipitatisi varie volte in città in queste ultime settimane, sono stati costretti a rinviare il voto delle primarie, fissato in origine al 25 gennaio scorso, a domenica 8 febbraio. Tutto finito? Nemmeno per idea: no, perché in questi ultimi e intesi giorni è stato deciso un ulteriore slittamento sempre delle primarie. Soltanto che questa volta non è stata fissata un'altra data. Nessuno, insomma, vista l'aria che tira all'interno delle due correnti che animano il Pd vibonese, ha voluto stabilire un giorno preciso per l'elezione degli organismi provinciali, compreso ovviamente quella del primo segretario del partito. In campo, comeè noto, due fazioni:daun lato quella dell'ex presidente della Provincia Ottavio Bruni e del vicepresidente della Regione Antonio Borrello, dall'altra invece quella che fa riferimento ai consiglieri regionali Pietro Giamborino e Bruno Censore, il cui candidato alla guida della segreteria provinciale è l'attuale presidente della Provincia Francesco De Nisi, contrapposto al candidato di Bruni e compagni, l'avvocato Giovanni Vecchio. Fazioni, nomi e candidati che, tuttavia, al momento dovranno accontentarsi di stare alla finestra a guardare. E aspettare. Mentre, nel Vibonese, al Pd si sono iscritti tra tesserati e semplici adesioni esattamente 17.475 persone. Un dato, peraltro, definito nel documento «visibilmente sovradimensionato rispetto alle migliori aspettative e agli stessi indirizzi operativi forniti dagli organismi regionali del partito». Il medesimo dato, poi, disaggregato per tipologia di partecipazione, «dimostra che l'eccedenza è da imputare al numero delle iscrizioni all'albo (pari a 11.652 unità) laddove, invece, la percentuale di iscrizioni al partito, con rilascio della tessera (pari a 5.823 unità), rientra tendenzialmente nel limite definito in via ordinaria dagli organismi regionali in rapporto percentuale ai voti conseguiti dal Pd nelle elezioni politiche del 2008 (pari, nella provincia di Vibo, a 33.113)». Il numero di partecipanti potrebbe comunque «trovare giustificazione, almeno in parte, nell'elevato numero di candidati, tra delegati e segretari nei vari circoli sono oltre 400», si legge, tra l’altro, nel fascicolo. Segnalazioni e anomalie. In proposito viene evidenziato «che sono pervenute segnalazioni, non anonime, circa la presenza, nell'albo degli elettori, di persone le cui caratteristiche comportamentali non appaiono compatibili con i principi contenuti nel Codice etico del Partito democratico: tra queste - si legge testualmente nel documento - figurerebbero anche persone con precedenti giudiziari». Anche se «si tratta di un fenomeno limitato e circoscritto ad alcune realtà territoriali ». E ancora: «Anomalie, inoltre, risultano in relazione al contributo per l'iscrizione. Al riguardo, dalla verifica dei conteggi analitici, è da ritenere effettivamente eccessivo il numero delle tessere rilasciate al costo di 5,00 euro (anziché 15,00) peraltro anche in assenza della richiesta dichiarazione di essere disoccupato, studente o titolare di pensione sociale, condizioni queste che, com'è noto, costituiscono presupposto essenziale per conseguire il beneficio della medesima riduzione di costo». In terzo luogo, l'Upa registra «il peculiare trend delle iscrizioni che ha conosciuto inusitati picchi di crescita, in particolare perquanto riguarda le adesioni all'albo, in simmetrica coincidenza con l'approssimarsi del termine di chiusura delle operazioni di tesseramento, pure anticipatamente bloccato - com'è noto - alla data del 17 gennaio scorso (e cioè un giorno prima della scadenza)». In merito dati significativi si hanno, ad esempio, nei Comuni di Dinami, Fabrizia, Joppolo, Limbadi, Monterosso, Nicotera, Pizzo, S. Gregorio, Sant’Onofrio, Serra San Bruno e Sorianello. Contestazioni formali. Chiarite le anomali, a questo punto, nel documento viene ritenuto opportuno «evidenziare alcune peculiarità relative alle operazioni di tesseramento svolte in uffici comunali per le adesioni, relativamente ai quali sono pervenute, allo scrivente Upa, segnalazioni, contestazioni o ricorsi formali ed in forma scritta, tralasciando gli altri casi di segnalazioni verbali, rispetto ai quali l'Upa è tempestivamente intervenuto». Vibo centro. L'Ufficio comunale per le adesioni di Vibo centro «ha verbalizzato di aver registrato circa 200 adesioni sottoscritte e circa 35 tessere rilasciate a persone non residenti nel Comune di Vibo, sul presupposto della sussistenza del domicilio per ragioni di lavoro (come richiesto dal regolamento sul tesseramento e dalle stesse circolari esplicative con riferimento ai non residenti)». In alcuni dei suddetti casi «è stata resa la dichiarazione di avere domicilio a Vibo senza però indicare l'indirizzo o il luogo di svolgimento dell'attività di lavoro. In altri casi, invece, la dichiarazione di domicilio è motivata dalla frequenza di corsi di studio. In limitati casi l'iscrizione di persone non residenti non è accompagnata da alcuna dichiarazione di domicilio. Su richiesta di interpretazione autentica della circolare regionale da parte dell'Uca, l'Upa ha emanato una circolare interpretativa con la quale ha invitato l'Uca a tesserare ed iscrivere all'albo degli elettori soltanto quei cittadini che, residenti in altri Comuni, hanno la propria sede di lavoro a Vibo ed a Vibo hanno eletto domicilio, inteso questo termine come centro d'imputazione e di interessi della persona », è scritto sempre nel fascicolo. Sempre per quanto riguarda Vibo centro, nella relazione viene, inoltre, fatto presente che «lo scorso 17 gennaio scorso, ultimo giorno utile prima della imposta sospensione, le operazioni di tesseramento si sono svolte con difficoltà a causa dell'eccessiva affluenza (in effetti, risultano circa novecento tra tessere ed adesioni registrate dalle ore 18.00 alle ore 20.30), tanto da indurre l'Ufficio comunale per le adesioni a chiedere l'intervento dello scrivente Upa al fine di assicurare la prosecuzione delle operazioni di iscrizione». Inoltre, il componente dell'ufficio comunale, Enrico Scaramuzzino, ha rassegnato le proprie dimissioni, chiedendo alla Commissione regionale per le adesioni di essere personalmente sentito in relazione ai fatti verificatisi nel corso delle operazioni di tesseramento. Gilberto Floriani, altro componente del medesimo ufficio, si allontanava dalla sede senza rientrarvi, come risulta dall'allegato verbale relativo alle operazioni dell'ufficio comunale in esame. Altri componenti, inoltre, si allontanavano dalla sede per rientrare successivamente. L'elevato numero di partecipanti - è scritto ancora nel testo della relazione -potrebbe trovare giustificazione, almeno in parte, nell'elevato numero di candidati nel collegio di Vibo (36 candidati alla carica di delegato provinciale) », si legge ancora nel documento inviato ai vertici regionali del Pd. Altre contestazioni formali, infine, hanno coinvolto anche la frazione di Vibo Marina e i Comuni di Zungri, Cessaniti, Capistrano, Filogaso, Pizzo, Nardodipace, Zaccanopoli, Ricadi, Monterosso, Maierato, Acquaro, Sant'Onofrio, Nicotera, Filandari e San Nicola da Crissa.
di Francesco Mobilio
da "Il Quotidiano della Calabria" del 04/02/2009
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