venerdì 15 agosto 2008

Differenziata, problema aperto

Non lo hanno risolto per nulla. O meglio: hanno cercato di fare fronte soltanto all'emergenza scoppiata la scorsa primavera. Il resto, invece, è vergognosamente documentato dalla fotografia scattata alle 12 di ieri mattina in una delle tante arterie del grande e popoloso rione Affaccio. Siamo nella piena periferia di una città capoluogo a larghi tratti ancora oggi letteralmente ricoperta dall’im - mondizia, da rifiuti di ogni genere e provenienza. Strade, vie, vicoli e viuzze continuano a rimanere sporchi. La città è pulita davvero male. Anzi, malissimo. Con una certa regolarità funziona solo la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Impietoso e senza appello è, invece, il verdetto sulla differenziata: a Vibo Valentia, dunque, ma pensiamo anche nelle vicine frazioni, la raccolta sembra destinata a rimanere davvero un triste miraggio. Nient'altro. Eppure al Comune capoluogo per superare il caos generato dalla vertenza rifiuti, scoppiato alle porte dell'estate, hanno anche defenestrato in tutta fretta la Proserpina, la vecchia società a capitale misto che si occupava sia del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani quanto della differenziata. Trattativa privata e nuovo appalto che finisce direttamente nelle mani degli amministratori della Eurocoop, il consorzio emiliano che oggi, dopo l'affidamento diversi mesi fa del servizio di raccolta dei rifiuti, gestisce sull'intero territorio comunale anche la differenziata, ma con risultati visibilmente discutibili. In pratica il servizio viene svolto a macchia di leopardo. Alcune zone della città vengono pertanto ripulite a dovere, mentre tante altre rimangono giorni e giorni con l'immondizia per terra a fare pessima mostra di sé. Sì, per terra: e via dunque con buste, bottiglie di vetro e plastica, scatole di cartoni, frigoriferi, cucine e lavatrici oramai rotti. E poi sedie, mobili, poltrone letteralmente sfondate, ferramenta di varia provenienza. Tutto questo e tanto altro ancora si trova liberamente per le strade anche perché a voler gettare diligentemente carta, vetro, plastica e altro materiale negli appositi contenitori, questi mancano. E quei pochi che si riescono a trovare sono rotti o bruciati. Insomma, il problema dei rifiuti sembra superato solo a metà. Diciamolo: la città è nel disordine ambientale. I principali corsi commerciali, inoltre, nonvengono puliti e lavati da mesi e mesi. Tant'è che per rendersene conto basta fare una passeggiata, magari all'imbrunire, quando il fetore di una giornata calda in città appena terminata comincia ad ammorbare l’aria. Emergenza idrica a Piscopio. E se la città capoluogo viene soffocata dalla morsa dei rifiuti, a Piscopio cresce l’esasperazione dei cittadini per via del perdurare della penuria d'acqua. A lanciare l'ennesimo appello all'ammistrazione comunale è l'attivo presidente di circoscrizione Pietro Comito, il quale si dice convinto che l'acqua «non è per tutti. Sì - ribadisce l'interessato - è proprio così. A Piscopio, infatti, come è ormai ben noto a tutti e come più volte denunciato dal sottoscritto, da tre mesi la mancanza d'acqua tormenta, e non poco, i cittadini piscopisani. Purtroppo, però, ogni mia denuncia è caduta nel vuoto e nel dimenticatoio comunale». Comito fa presente, poi, di provare un profondo senso di imbarazzo misto a vergogna nel dovere dire «sempre le stesse cose ma - osserva in merito - la stampa è l'unico mezzo che mi resta per denunciare che nel terzo millennio in Italia e precisamente a Piscopio, come anche in altri posti del Comune, tante famiglie non riescono ad avere nemmeno cento litri di acqua al giorno e sono costretti di notte a reperire un po' d'acqua alle sorgenti per fare fronte all’emer - genza. E l'amministrazione che fa?», si chiede perplesso il presidente. Semplice: «Sono tutti al mare o in montagna, mentre noi da mesi aspettiamo una risposta dai tecnici comunali per tentare di trovare una soluzione ad un problema, che dura ormai da tantissimo tempo». Pietro Comito comunque, una soluzione al disagio la dà anche. Come, peraltro, «più volte avevo suggerito», a giudizio del presidente «il problema si potrebbe risolvere creando o un pozzo che possa nel periodo estivo pompare acqua nella condotta, oppure si potrebbe tirare fuori quel progetto avviato durante l'amministrazione dell'ex sindaco Costa e fermo nei cassetti di qualche ufficio. Eppure le bollette arrivano e anche salate ». Il presidente ricorda anche la lettera indirizzata tempo fa al sindaco Franco Sammarco nella quale chiedeva che «almeno i cittadini interessati al problema venissero esonerati dal pagamento della bolletta, ma nessuna risposta è mai giunta. Ora i cittadini, esasperati da questa lunga agonia, sono decisi a manifestazioni contro l'amministrazione, la quale si sta dimostrando incapace a risolvere un problema». Il presidente riferisce, quindi, che tutte le bollette saranno raccolte e consegnate al sindaco in segno di protesta. Anche se Comitonon mancadi sottolineare, infine, che «se non si è in grado di garantire l’acqua potabile ai cittadini allora è meglio andare tutti a casa».

di Francesco Mobilio
da "Il Quotidiano della Calabria" del 14/08/2008

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