domenica 17 agosto 2008

Una vergogna tutta da rimuovere

Di qualche giorno fa la denuncia del Quotidiano. Ma nessuno ha pensato di ripulire.

“La pazienza è la virtù dei forti” recita un vecchio detto ma, a tutto c'è un limite. Da anni la città e tutta la provincia si trascinano dietro il problema della raccolta dei rifiuti, in particolare di quella differenziata. Puntualmente, dopo qualche piccolo rientro dell'emergenza tutto ritorna alla “normale” routine e cioè, lasciare l'immondizia dove i residenti e non la depositano. I cittadini sono oramai stanchi, tante sono state le denunce finite nel dimenticatoio l'ultima da noi pubblicata solo qualche giorno fa per quanto riguarda la raccolta nel rione Affaccio. Una vergogna autentica ancora tutta da rimuovere. Siamo infatti ritornati sul luogo del “misfatto” e nulla è cambiato anzi, la situazione sembra essere peggiorata. A questo punto viene naturale chiedersi: come si è arrivati a questa situazione? Cosa ha portato al tracollo della raccolta della differenziata? Come mai tutti i provvedimenti presi e tutte le buone intenzioni dell'amministrazione comunale si sono rivelati degli autentici fiaschi? Arriveremo al tracollo? Tutte domande legittime che come noi, diversi cittadini si pongono e che esigono delle spiegazioni plausibili e, ancor di più, delle soluzioni che non siano solo dei semplici stracci che tappano le falle di una barca che sta colando a picco. La prossima emergenza, peraltro già denunciata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Franco Amendola, sarà quella della realizzazione di nuove discariche delle quali Vibo ad oggi è sprovvista (di cui diamo comunque maggiori notizie a pagina 21, ndr). Ma, cercando di risolvere o per meglio dire, di parlare di un problema alla volta, occupiamoci della spazzatura. Rifiuti di ogni genere invadono alcune zone del capoluogo ove la raccolta dell'immondizia non viene effettuata ogni giorno come dovrebbe essere specie in estate, quando il caldo fa deteriorare molto più velocemente i rifiuti organici dai quali si sprigiona un odore nauseabondo e poi si sa, lo sporco attira anche animali come ratti che in una città, che di sicuro non fa parte del terzo mondo, non dovrebbero scorrazzare liberamente con il rischio, tra le altre cose, di essere veicolo di malattie. Sembra quasi un escamotage da cartone animato questa pulizia a zone, come quando si nasconde la polvere sotto il tappeto e tutto sembra pulito. La raccolta, sembra venga effettuata nelle zone più in vista e trafficate della città per dare una parvenza di normalità ma dietro, nelle vie un po' più celate sembra di vivere in una piccola Napoli. Dalle foto si può infatti notare come la situazione sia peggiorata nel quartiere Affaccio. Altre cucine vecchie, mobilio di vario genere, copertoni usati, cartoni, cassette in legno eplastica. Edire che risale a qualche mese fa l'attivazione di un servizio, peraltro largamente pubblicizzato con conferenze stampa, per lo smaltimento di rifiuti speciali come mobili, elettrodomestici e simili, al quale i cittadini dovevano rivolgersi in modo da evitare l'abbandono di tali rifiuti nei cassonetti preposti alla raccolta di altri materiali. Vogliamo poi parlare nuovamente dei cassonetti? Alcuni sono bruciati, reduci dall'ultimo atto vandalico, perpetrato da ignoti incivili, di qualche mese fa che ha visto la città illuminata da tanti falò. Certo un grosso danno ma che comunque sia, non giustifica una situazione che va avanti da anni. Ci si era illusi che, dopo la perdita dell'appalto per la raccolta dei rifiuti della Proserpina e l'entrata in scena della nuova ditta emiliana, la Eurocoop, qualcosa sarebbe cambiato. Un miraggio di una città pulita, ordinata come lo sono quelle emiliane, e come dovrebbero essere di norma tutte le città di un Paese civilizzato, è apparso innanzi agli occhi di tutti alimentando delle speranze presto deluse. Quale sarà ora la risposta dell'amministrazione comunale a questi quesiti? Cosa verrà nuovamente proposto alla cittadinanza? Resteremo in attesa perché si sa, “la speranza è l'ultima a morire”.

di Danila Tavella
da "Il Quotidiano della Calabria" del 17/08/2008

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