Indagati per truffa, fatturazione falsa ed evasione fiscaleSETTANTRÉ indagati, di cui sei aziende, chiamati a rispondere di reati gravi che da ieri siedono dinanzi al giudice per l’udienza preliminare in attesa di conoscere se saranno rinviati a giudizio o prosciolti. Si tratta nella maggior parte di imprenditori fra i più importanti del territorio vibonese accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, fatturazioni false dirette a certificare spese in realtà mai sostenute, e, in alcuni casi, anche di usura. Un processo che certamente ha destato grande scalpore quando, oltre un anno fa, scattò con il sequestro di numerose aziende e attività fra le più note e importanti del territorio. Ieri il gup Lucia Monaco ha dato inizio alla fase della discussione da parte dei legali della difesa che hanno affrontato la posizione dei propri assistiti con l’obiettivo, naturalmente, di convincere il giudice della loro estraneità ai fatti. Fra gli imputati spiccano nomi eccellenti come l’attuale commissario straordinario della Camera di Commercio, Michele Lico, il testimone di giustizia, Vincenzo Ceravolo, o l’imprenditore Lello Greco, cui si aggiungo numerosi altri esponenti del mondo imprenditoriale e alcune imprese quali la Marenostro Srl, la Cooperativa San Francesco di Paola, la Lab Infissi, la Planet Inox srl, la Profiltekna sas e la Gel Med snc. Enucleare un contesto unitario dai 112 capi di imputazione contestati non è semplice ma quello che emerge da una sommaria analisi è che per la maggior parte si tratta di accuse riconducibili a violazioni inerenti il decreto legislativo 74 del 2000 relativo alla disciplina dei reati in materia di imposte. In particolare la maggioranza delle contestazioni si riferisce ad una violazione dell’articolo 8 del decreto che persegue l’emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e in conseguenza a ciò anche alla violazione prevista dall’articolo 2 che contesta la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Non mancano, comunque, le contestazioni di truffa messa in piedi, secondo l’accusa, «al fine di ottenere l’erogazione di un contributo pubblico a fondo perduto» che in molti casi fa riferimento al Patto territoriale della Provincia di Vibo Valentia. Nel corso delle prossime udienze, la prima delle quali è stata fissata per l’11 febbraio, sarà completata la fase della discussione da parte dei legali degli indagati al termine della quale il gup Monaco deciderà sul rinvio a giudizio e scioglierà le riserve su alcune eccezioni di genericità del capo di imputazione avanzate dai legali.
di Francesco Ridolfi
da "Il Quotidiano della Calabria" del 18/12/2008
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