Provincia. L’atto deliberato dalla giunta del presidente De Nisi per la selezione di due posti
«L'ARTICOLO 3 della Costituzione afferma che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Il consigliere provinciale Barbara Citton, Pino Tassi, Renato Giannini e Lele Suppa, rispettivamente responsabili provinciali di Sinistra democratica, Prc e Verdi, citano un articolo della Costituzione italiana nell'esprimere perplessità circa l'avviso pubblico per la selezione di due dirigenti provinciali deliberato dalla giunta presieduta da Francesco De Nisi. Sotto accusa finiscono le scelte assunte dall'esecutivo De Nisi, il quale, ricordano Tassi, Suppa, Giannini e Citton, «aveva preannunciato discontinuità con il passato, piena trasparenza e coinvolgimento dell'opinione pubblica. L'avviso pubblico per la selezione di due dirigenti provinciali nell'area amministrativa e di un dirigente nel servizio idrico integrato e dei rifiuti urbani - spiegano i quattro esponenti politici - non convince per nulla sia per la tempistica che per il periodo». La giunta di Palazzo ex Enel, infatti, il 12 dicembre aveva deliberato l'avviso pubblico, che poi è stato pubblicato sul portale internet della Provincia cinque giorni dopo. Ma ciò che desta perplessità e dubbi è il termine massimo, «risicato», che viene dato per la presentazione delle domande: il 29 dicembre. In pratica, appena dodici giorni dalla data della pubblicazione. Ma, tenendo conto del periodo natalizio e considerando che gli uffici dell'amministrazione provinciale il sabato rimangono chiusi, il tempo si restringe a solo cinque giorni. «Noi non vogliamo pensare a male - aggiungono Barbara Citton, Pino Tassi, Renato Giannini e Lele Suppa - ma quante persone sono venute a conoscenza di questo bando? Saremmo contenti di sapere che sono state presentate decine e decine di curriculum ma francamente non ci sembra che questa scelta sia coerente e conseguente ad un'impostazione di trasparenza e di coinvolgimento della cittadinanza della nostra provincia. Tra l'altro - proseguono - i requisiti di ammissione sono così larghi che permettono la più ampia discrezionalità nella scelta con la possibilità di trovare nei ruoli di direzione persone laureate ma anche non laureate, persone con esperienze professionali evidenti ma anche con esperienze ipotetiche e aleatorie ». Insomma, «in un confuso taglia e cuci è facile poi far scaturire le scelte secondo l'abito che ognuno ha nella propria mente». Per questo i quattro esponenti della sinistra si augurano di «non dover assistere ad una nuova spartizione politica, dove i meriti sono l'appartenenza e la fedeltà a qualche capo corrente ». Una denuncia forte, insomma, quella che giunge da Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Verdi che poi lanciano una proposta al presidente della Provincia. «Chiediamo al presidente Francesco De Nisi di far riaprire i termini per la selezione dei dirigenti esterni. Dia esempio - proseguono - di trasparenza, facendo prorogare i termini di almeno 30 giorni», e «pubblicando tutti gli avvisi di concorsi, aste, gare d'appalto sui maggiori quotidiani locali». Perché, chiosano Barbara Citton, Pino Tassi, Renato Giannini e Lele Suppa «da questi comportamenti passa la nuova politica e la nuova gestione amministrativa, altrimenti le parole restano parole e le scelte andranno in tutt'altra direzione ».
di Antonio Schinella
da "Il Quotidiano della Calabria" del 10/01/2009
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