
L'attacco. Duri sulla nomina del nuovo assessore: «Strano pallottoliere». I giovani finiani chiedono risposte al primo cittadino.
«Da settimane», ormai, stanno seguendo «le diverse sventure che colpiscono la provincia e in particolare il comune capoluogo». Quindi, potrebbero addirittura «scrivere un romanzo sulle vicissitudini romanzesche e quasi comiche che sbocciano nella nostra provincia e nella città di Vibo Valentia», dove emerge «un panorama politico che potrebbe somigliare a una sceneggiatura di commedia da quattro soldi, uno spettacolo comico che, però, strappa solo lacrime».
A parlare sono i giovani di Futuro e Libertà per l'Italia, il nuovo soggetto politico fondato dal presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e che da queste parti fa capo alla parlamentare Angela Napoli in Calabria e a Maria Limardo nel Vibonese.
Riprendendo alcuni passi di un recente intervento pubblico di quest'ultima, i giovani finiani vibonesi irrompono nella discussione politica locale attraverso un documento circostanziato e decisamente duro. Molto duro, soprattutto nei confronti dell'amministrazione comunale del capoluogo di provincia e del suo attuale srndaco, Nicola D'Agostino.
Puntando il dito contro i vertici di Palazzo Luigi Razza e nella fattispecie contro il primo cittadino del Popolo della libertà, i giovani finiani vibonesi, riferendosi alle recenti decisioni assunte proprio da D'Agostino, parlano di «strano pallottoliere» e poi accusano il sindaco e il suo silenzio sulle recenti notizie relative le infiltrazioni mafiose all'Azienda sanitaria provinciale. Un silenzio, evidentemente, non compreso e giudicato probabilmente fuori luogo. Padri e figli. «Ultimo in ordine di tempo», ma «sopratutto il più straordinario degli accaduti e lo strano pallottoliere che il primo cittadino ha attuato nel Comune di Vibo», osservano i giovani di Futuro e libertà per l'Italia. «Abbiamo assistito alle dimissioni del consigliere Francesco Modafferi il cui figlio, Giorgio, è andato ad occupare il posto di assessore ai Lavori pubblici, liberando contemporaneamente il posto al consigliere Giulio Capria, che è nipote del sindaco D'Agostino».
Inoltre, «nella prossima seduta di consiglio comunale, si dimetterà il consigliere Manfrida il cui figlio Giuseppe, è già stato nominato assessore. Quindi, in Consiglio si libererà il posto per Maddalena Basile». Da queste considerazioni, o meglio, da questi accadimenti, scaturisce una domanda che i giovani di Fli rivolgono a Nicola D' Agostino. «Ci può spiegare come è possibile lasciare in eredità le cariche di consiglieri o assessori a figli, nipoti o cugini? E meno male che, con la nuova giunta, doveva essere il nuovo che avanza», commentano.
«Potrebbe mal immaginare quali sarebbero gli appellativi usati nei nostri e nei loro confronti, se i nostri genitori che magari occupano ruoli istituzionali di rilevanza pubblica decidessero di dimettersi a nostro favore? Possiamo suggerirne alcuni raccomandati, incapaci, affaristi», proseguono i giovani finiani vibonesi che poi, rivolgendosi ancora al primo cittadino della città capoluogo, chiedono: «Non crede che noi giovani vibonesi, che ci impegniamo socialmente, che lavoriamo nella nostra provincia, stiamo assistendo ad uno spettacolo a dir poco riprovevole?».
L'Asp e il silenzio. All'attenzione del sindaco, i giovani di Futuro e libertà per l'Italia sottopongono un'altra questione che «intacca la sua figura di primo cittadino. E' mai possibile che viene alla luce, ancora una volta, la collusione della nostra Azienda sanitaria provinciale con la 'ndrangheta e né il sindaco né nessun altro politico, se non gli esponenti di Futuro e libertà e di altre formazioni politiche ovviamente non legate al Pdl, abbiano espresso un parere di condanna verso i mal gestori della cosa pubblica?».
I giovani di Futuro e libertà, insomma, sono «stupiti», anche se -dicono - «ci stupisce molto di più il suo sollazzarsi sui problemi. Più volte l'abbiamo sentito rispondere in apparizioni pubbliche con queste affermazioni o simili: "Soltanto da sette mesi sono sindaco, datemi tempo e imparerò". Perdoni la non precisa correttezza delle parole, ma su per giù suonavano così; signor primo cittadino ma alla sua età e con la sua esperienza lei deve ancora imparare a fare il sindaco? Questo desta in noi molta meraviglia», tuonano.
Conclusioni. «Queste vicende non sono che un assist per tutti noi giovani a fare un biglietto di sola andata per qualsiasi altro posto civilizzato che non sia Vibo Valentia», continuano i giovani finiani, «speranzosi», adesso, di ricevere risposte dal sindaco e soprattutto ai vedere atti tesi ad «affrontare e risolvere le mille altre problematiche che conosciamo. E - concludono i giovani finiani vibonesi, rivolgendosi sempre e direttamente al sindaco Nicola D'Agostino - per favore non ci risponda dicendo che deve ancora imparare a fare il sindaco, altrimenti potremmo dubitare delle sue capacità ricettive.
di Antonio Schinella
da "Il Quotidiano" del 16/12/2010
da "Il Quotidiano" del 16/12/2010
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