mercoledì 29 dicembre 2010

Troppe assenze in aula, salta il Consiglio

Il gruppo del Pd non lesina critiche e attacca su tutti i fronti: una corazzata che fa acqua da tutte le parti

Slitta a domani l'ultimo consiglio comunale del 2010 per mancanza del numero legale. Dopo aver fatto l'appello, al presidente dell'assemblea di palazzo "Luigi Razza" Giuseppe Mangialavori, è toccato chiudere la seduta, nonostante all'ordine del giorno ci fossero nove punti importanti da trattare, tra cui il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Anche la sostituzione tra il consigliere uscente, ora neo assessore Giuseppe Manfrida, e la new entry Maddalena Basile toccherà rimandarla a giorno trenta. Anche se in questo caso la surroga era stata inserita all'ordine del giorno in seconda battuta. All'opposizione, che era presente in numero ridotto, è bastato, quindi, uscire dall'aula per far saltare la riunione. E di primi scricchiolii all'interno «della decantata corazzata della maggioranza» ha parlato il gruppo consiliare del Partito democratico che non ha lesinato critiche all'amministrazione guidata da Nicola D'Agostino. «Dopo le insidie delle buche – si legge nella nota dei consiglieri del Pd – al problema irrisolto dell'acqua ancora inquinata e della spazzatura non poteva mancare, a totale spesa dei contribuenti, l'intuizione di far occupare piazza Municipio da un imprenditore privato per risollevare le sorti della città».Dopo appena otto mesi, per il gruppo di minoranza, spunta dunque il primo flop «forse, perché a qualche consigliere non è andato giù, per un sussulto di dignità, l'applicazione del nuovo "metodo Vibo" che prevede, con la benedizione del pro-sindaco sen. Bevilacqua, il riutilizzo dell'antico sistema bizantino di successione da padre in figlio, mandando così deserta la convocazione del consiglio in prima chiamata». Il gruppo del Pd a proposito ricorda: «Fin dall'inizio con la sperimentazione brillante delle dimissioni del consigliere Modafferi a favore del figlio assunto come assessore ai Lavori pubblici (con spiccata delega alla indizione di conferenze stampa) che ha portato come effetto immediato l'ingresso in Consiglio del nipote del sindaco nella persona del consigliere Capria, si è voluto insistere – annotano anche gli esponenti del Pd – nel nuovo corso della politica vibonese assumendo, quale indispensabile assessore della festosa compagnia, il neo assessore Nicola Manfrida degno erede del dimissionario consigliere comunale e padre dello stesso dott. Giuseppe». Nella nota del Pd non manca, pertanto, anche una buona dose di ironia al punto che invitano «fin da ora per i prossimi rimpasti, i consiglieri di maggioranza, che ne avessero interesse, di mettersi in lista indicando i propri figli, allegando alla domanda il proprio stato di famiglia». E soffermandosi sugli aspetti programmatici i consiglieri di opposizione ricordano: «Per strada si sono persi tutti i proclami in favore di Vibo Marina, sempre più isolata da questa amministrazione, e la nomina di una donna all'interno della Giunta per come più volte annunciato pubblicamente dal Sindaco». I consiglieri del Partito democratico si soffermano per un istante anche sugli aspetti finanziari: «Facciamo veramente fatica a comprendere, perché si sia deciso di appesantire in termini di spesa le casse comunali, con la nomina sopra evidenziata, quando è ormai certificato a soli 8 mesi dall'insediamento, che non si conosce la reale attività svolta dagli assessori, di alcuni dei quali non esiste traccia. Noi come la stragrande maggioranza dei vibonesi – dicono i consiglieri del Pd – non ci facciamo abbindolare da mirabolanti annunci che invece nei fatti si dimostrano inconsistenti e ci batteremo in maniera propositiva ada un decisa inversione di rotta solo ed esclusivamente diretta al bene comune».

da "Gazzetta del Sud" del 29/12/2010

Nessun commento: