mercoledì 5 gennaio 2011

La città è ancora a secco - Caso acqua senza fine

Nuova ordinanza dopo il sequestro del serbatoio

Le ordinanze sindacali non si contano più. L’acqua potabile non si vede più. Quella piovana è in abbondanza, e fa danni perché a Vibo i sistemi di canalizzazione sono come l’acqua: pessimi. Il perito della Procura ha certificato che il liquido presente nel serbatoio di accumulo di località “Tiro a segno” - che fornisce gran parte della città - non è potabile, in quanto è stato riscontrato un inquinamento di tipo batteriologico. I Nas di Catanzaro gli hanno quindi apposto i sigilli. E i vibonesi (del capoluogo) tornano a rimanere a secco. Intanto il serbatoio, fornito dall’impianto dell’Alaco, è stato affidato dalla Procura in custodia giudiziaria al dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, Pasquale Scalamogna. La solita storia La vicenda si protrae dal ferragosto scorso, in un tira e molla continuo fatto di divieti di utilizzo e revoca degli stessi. L’anno nuovo, tanto per non tradire le aspettative, si apre con un’altra ordinanza del sindaco Nicola D’Agostino, il quale, preso atto del provvedimento della Procura, non poteva non emanarla. E dunque si torna a fare la fila alla Silica con bidoni e bottiglie. Che troveranno ristoro anche in piazza Municipio, dove da questa mattina saranno parcheggiate le autobotti della Protezione civile, allertata dall’assessore Pasquale La Gamba. La riunione Ieri mattina il primo cittadino ha incontrato i dirigenti della Sorical e del dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria per tentare di capirci qualcosa in più, dato che la stessa amministrazione non è riuscita ancora a comprendere cosa stia succedendo (e questa è un’aggravante). Ma ancora una volta le spiegazioni fornite sono stantìe, come l’acqua di Vibo. L’azienda regionale che gestisce il servizio idrico avrebbe riferito di aver effettuato le analisi, come di consueto, e che queste sono risultate regolari. Ma c’è di più: la Sorical contesterebbe - per quanto è stato possibile apprendere - la metodologia utilizzata dal consulente della Procura, incaricato dall’ufficio vibonese per effettuare i controlli periodicamente, essendoci un fascicolo aperto dal mese di agosto. Interpellato in merito, però, il responsabile vibonese della società, Ernaldo Biondi, non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione. Così dal fronte Sorical nulla di ufficiale. I provvedimenti (?) Il Comune avrebbe le «mani legate». E quindi, di provvedimenti pesanti nei confronti dei responsabili di questa spiacevole (solo per usare un eufemismo) situazione non se ne prendono. Innanzitutto perché non è facile stabilire, appunto, di chi è la colpa. Almeno in via ufficiale. Ma se l’amministrazione ha bloccato i pagamenti alla Sorical da agosto, evidentemente il “colpevole”, D’Agostino e i suoi, lo hanno trovato. Tempi «ignoti» La situazione, a questo punto, è fuori controllo. Nel senso che non è possibile assicurare in alcun modo i cittadini sul fatto che, una volta passata l’emergenza, questa non si ripresenti ancora. Sui tempi di ripristino della normalità il sindaco afferma che «al momento non lo si può sapere; speriamo - dice - che siano brevi». Fronte politico Al di là dell’aspetto pratico - che a questo punto sa anche di grottesco - la situazione rischia di sfuggire di mano all’amministrazione sul fronte prettamente politico. L’incapacità di risolvere il problema dimostrata fino ad ora - pur con tutte le attenuanti che si vogliano concedere - rischia di allargare il fronte di chi accusa l’attuale giunta di «immobilismo ». Intanto dall’opposizione tutto tace. Si fa sentire soltanto, come al solito, Rifondazione comunista, che chiede «le dimissioni in tronco dell’attuale maggioranza indifferente e incapace» perché «non si è mai adoperata per risolvere l’emergenza», dimostrando solo di «essere attaccata ai posti di potere, e di volerli strenuamente mantenere».

di Giuseppe Mazzeo
da "Calabria Ora" del 05/01/2011

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