mercoledì 9 febbraio 2011

Facevano shopping nell’orario di lavoro

Vibo/ Blitz dei Carabinieri negli uffici del servizio veterinario dell’Asp. Truffa aggravata e falsità ideologica è l’accusa mossa nei confronti di 10 persone

VIBO VALENTIA. Truffa aggravata e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale è l’accusa mossa nei confronti di 10 persone arrestate, dai Carabinieri della compagnia di Vibo Valentia, in seguito al “blitz” antiassenteismo attuato ieri mattina negli uffici del servizio veterinario dell’Asp. Si tratta di 8 veterinari e due impiegati. Altre sei persone sono indagate. Gli arrestati sono Mario Mazzeo, 61 anni, medico veterinario, consigliere comunale e capogruppo del Pdl al comune di Vibo; Chiarina Crispelli, 47 anni; Enzo Carnovale, 54 anni; Domenico Cocciolo, 46 anni; Giuseppe Parisi, 56 anni, Domenico Piraino, 59 anni; Stefania Mazzeo, 46 anni; Maria Loreta Parisi, 54, impiegata; Giuseppe Loiacono, 61 anni, pure impiegato. Tutto ha avuto inizio quando i militari della Stazione Carabinieri di Vibo Valentia e del N.O.R.M. hanno rilevato difficoltà nel rintracciare gli oltre 31 dipendenti tra veterinari ed impiegati in forza all’A.S.P. del capoluogo ed hanno deciso di vederci chiaro. Gli uomini della Benemerita hanno piazzato dentro gli uffici del settore veterinaria del capoluogo una serie di telecamere per monitorare le entrate e le uscite dei medici che, inspiegabilmente, poco dopo le 8 di ogni giorno, si allontanavano al posto di lavoro, nonostante risultassero in servizio. Per oltre due mesi i Carabinieri, sotto la direzione della Procura della Repubblica del Tribunale di Vibo Valentia, hanno seguito i movimenti di tutti gli impiegati pubblici, pedinandoli con discrezione nei loro vari spostamenti dalle 8 del mattino fino a sera inoltrata. Gli uomini dell’Arma hanno così scoperto che l’assenteismo era e una consuetudine per ben 16 dipendenti su 31 in forza al settore e raggiunto un tale livello di organizzazione da arrivare addirittura a prevedere delle vere e proprie turnazioni per la timbratura dei cartellini. I Carabinieri hanno accertato che i vari dipendenti si erano organizzati in maniera tale che ogni giorno uno di loro provvedeva a vidimare anche 8 o 10 cartellini marcatempo per i propri colleghi, nascondendoli poi su di un armadio dell’ufficio, lontano da occhi indiscreti, dove il turnista del giorno dopo avrebbe provveduto a recuperarli per provvedere a registrare le altre presenze. Un metodo che consentiva ad alcuni di doversi recare a lavoro solo una volta alla settimana o anche meno e di poter tranquillamente attendere ai propri impegni personali senza dover subire il vincolo degli orari di lavoro. Addirittura si è accertato il caso di due coniugi che si erano organizzati in maniera tale che uno solo di loro si presentava a lavoro, provvedendo a timbrare il badge del consorte che, tranquillamente, poteva attendere alle faccende domestiche percependo lo stipendio pubblico senza nemmeno dover uscire di casa. Gli investigatori, per settimane, hanno documentato l’atteggiamento di dipendenti che uscivano di casa al mattino per fare la spesa, accompagnavano i figli a scuola, facevano shopping, ristrutturavano le case al mare in vista della bella stagione oppure passavano intere mattinate nei bar del capoluogo a discutere con gli amici, il tutto a spese dei contribuenti che invano li attendevano a lavoro. Praticamente nessuno era presente in ufficio e decine di utenti attendevano senza speranza per giorni di poter parlare con qualche veterinario. Oggi gli uomini dell’Arma, nascosti nei pressi del servizio veterinario dell’Asp e davanti alle abitazioni dei dipendenti assenteisti hanno atteso che scoccasse l’ora della timbratura. Quindi sono entrati in azione sorprendendo in flagranza di reato 10 dipendenti che si erano allontanati senza autorizzazione. Altri 6 dipendenti sono stati denunciati a piede libero. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica.

da "Il Giornale di Calabria" del 09/02/2011

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