Rifondazione comunista sollecita le dimissioni del primo cittadinoRenato Giannini e Antonio Callà, rispettivamente coordinatore provinciale e comunale del Partito della rifondazione comunista, preso atto della «perdita di ogni possibilità per la costruzione del teatro», invitano il sindaco Franco Sammarco ad un atto di coraggio, perchè quanto avvenuto «non offre alibi alcuno a chi della costruzione del teatro comunale ne aveva fatto un caso personale». Rifondazione comunista crede che «di fronte all’ennesimo dato negativo di una discutibile gestione amministrativa, ed in particolare nel settore dei Lavori pubblici, il sindaco Franco Sammarco e l’assessore Antonio Iannello debbano finalmente dimettersi e riconsegnare ai cittadini il destino della città, prima che nuove nefaste catastrofi vengano generate». Per i due esponenti politici, quelle che fino a pochi giorni addietro apparivano come ipotesi, «oggi sono divenute delle certezze». Una conferma, questa, per la quale la «correttezza politica impone l’ammissione delle proprie responsabilità, specie di fronte all’evidenza di un fatto così grave. Evidentemente - proseguono Giannini e Callà - le preoccupazioni del sindaco di improvvisare nuove alleanze, capaci di reiterare quella che ormai è solo l’autoreferenzialità del ruolo che ricopre, lo hanno troppo distratto dalla realtà delle cose e dal compito a lui assegnato dagli elettori: quello di rispondere efficacemente alle istanze dei cittadini, ai bisogni della città, ed essere garante di una coalizione che lo ha sostenuto con convinzione». In conclusione, i due esponenti del Prc ritengono che «la guida di questa città, al buio delle cattive nuove, continua ad essere assolutamente inadeguata per risolvere le esigenze della cittadinanza, racchiusa come è in un’ottica esclusivamente pseudo-politica di rianimazione di se stessa e della sua coorte».
da "Calabria Ora" del 01/11/2008
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